Le CORTI di TREVIOLO

pattinaggio artistico a rotelle

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Il gruppo sportivo "Le Corti di Treviolo" è stato fondato nel 1989; il bilancio degli ultimi 20 anni è l'orgoglio della società e il frutto di ininterrotta e fervida attività. Infatti le nostre atlete si sono distinte in campo regionale e nazionale, regalandoci emozioni e soddisfazioni insieme ad ambiti trofei e riconoscimenti.
Ciò è dovuto sia alle allenatrici ricche di esperienza, indiscussa professionalità, passione sportiva, soprattutto capaci di infondere entusiasmo negli atleti (citiamo ) BARBARA MAZZOLENI  IRENE CONSONNI allenatrici federali), che al costante e lodevole lavoro delle atlete.
La società è impegnata a promuovere vari corsi tra giovani e meno giovani. Le nostre 113 atlete vanno dai 4 anni ai 25 anni.
Alcune di loro si sono avvicinate a questo sport senza una vera e propria conoscenza della disciplina, ma solo per assaporare l’emozione del pattinare, dello sfidare il senso di equilibrio, del provare la velocità del pattinaggio.
La capacità delle nostre istruttrici è sempre stata nel fatto di chiarire il reale valore del pattinaggio artistico a rotelle, spiegare ai genitori dei piccoli atleti l’importanza e il ruolo educativo che tale sport può avere sull’evoluzione psico-fisica e sulla crescita armonica del bambino, valutare le diverse conformazioni e attitudini dei bambini, affinché l' esperienza escluda ogni danno fisico e psichico. Infatti quando il bambino acquisisce consapevolezza dei propri gesti si inizia lo studio delle tecniche.
A questo punto l' allenatrice pone grande attenzione affinché il bambino capisca che durante la lezione deve attivare tutta la sua volontà nel capire ed eseguire gli esercizi spiegati, per permettere che esso stesso sia affiancato da tutto il gruppo. In tal modo si arriva a comprendere, grazie a questa meravigliosa metafora sportiva, che insieme si possono affrontare grandi e piccole difficoltà della vita ed ottenere soddisfazioni condivise da altri.
A volte oltre alle difficoltà oggettive di apprendimento dei bambini si deve far fronte alle aspettative, spesso eccessive, degli adulti che li gestiscono; questo può causare, in un individuo ancora fragile ed in sviluppo come il bambino, il senso del fallimento.
Infatti un' atmosfera nella quale egli si senta non approvato, nella quale venga sistematicamente valutato negativamente dalle persone significative, nella quale sperimenti incapacità a livello di destrezza motoria (come quando si pretende l' inserimento in un gruppo di lavoro più avanzato), demolisce in lui fiducia in se, fa nascere sentimenti di inferiorità, causa insuccesso e conduce inevitabilmente al rifiuto dell 'attività. Pertanto per lo sviluppo positivo della fiducia in se, requisito fondamentale di ogni successo è necessario:

    • stimolare nel fanciullo precocemente l' autonomia;
    • incoraggiarlo;
    • rafforzare l'autostima (fiducia in se) con approvazioni in caso di buona riuscita e comportamenti neutri in caso d' insuccesso (non sfogare in lui la propria delusione);
    • non valutate le prestazioni dei vostri ragazzi su quelle degli altri, non imponete confronti, ognuno va valutato per se stesso e questi confronti imposti dall' esterno creano ansia e stress negli atleti;
    • fargli capire che essere differente (ad esempio meno bravo degli altri) è cosa accettabile;
    • non sostituirsi all 'allenatore nella valutazione dei risultati, le componenti che determinano sono moltissime e solo chi le conosce a fondo (l' allenatore) può valutarle tutte opportunamente;
    • cercate di sviluppare l' autonomia rendendoli consapevoli di ciò che fanno e rispettandone le scelte senza costrizioni;
    • non create nell 'atleta aspettative troppo grandi, il mancato raggiungimento degli obiettivi che voi avete deciso per loro, crea delusione e certo non li riconcilia con lo sport.
      I bambini frequentano la pista di pattinaggio per fare un 'esperienza di gruppo che insegni loro a giocare a far parte di un gruppo, non a temere il pattinaggio a rotelle ed ad appagare l' amor proprio e l' orgoglio del genitore o dell 'allenatore. Impariamo ad amare e ad apprezzare i nostri figli per ciò che sono e non per ciò che noi vorremmo fossero, essi non sono nati per appagare le nostre ambizioni e per compensare le nostre frustrazioni, ma per crescere e diventare degli uomini con il nostro aiuto e la nostra comprensione.